Narcolessia

La Narcolessia è una patologia neurologica, caratterizzata da eccessiva sonnolenza diurna, con attacchi di sonno incontrollabili che si manifestano nel corso della giornata.
Gli attacchi di sonno compaiono in genere ogni 90-120 minuti, anche durante attività coinvolgenti. Il disturbo compromette la qualità della vita del malato, rendendo impossibili le normali attività quotidiane.
La patologia è causata da una diminuita capacità del cervello di regolare in maniera fisiologica il ritmo sonno-veglia.

Può manifestarsi con una serie di sintomi, come l’eccessiva sonnolenza diurna, cataplessia (perdita di forze causata da forti emozioni come il riso o l’imbarazzo), allucinazioni ipnagogiche (sognare ad occhi aperti interagendo spesso con la realtà), paralisi del sonno (paralisi prima di addormentarsi o subito dopo il risveglio, mantenendosi perfettamente cosciente). Solo il 10-15% dei narcolettici presenta tutti i sintomi.

La Narcolessia colpisce indistintamente uomini e donne a qualunque età, ne viene colpita quasi 1 persona ogni 2.000 (0,05% della popolazione). Usualmente i primi sintomi della malattia compaiono nel corso dell’adolescenza, ma in genere si verifica un ritardo di diversi anni nella formulazione di una precisa diagnosi dall’esordio della sintomatologia.

La causa è ancora sconosciuta. Diversi studi hanno dimostrato che i fattori genetici giocano un ruolo fondamentale nell’insorgenza del disturbo.
La diagnosi di narcolessia viene fatta con esami diagnostici strumentali come la polisonnografia, il test delle latenze multiple (Multiple Sleep Latency Test o MSLT) e specifici questionari clinici sulla sonnolenza. La patologia può essere trattata con brevi sonnellini durante l’arco della giornata e da una terapia farmacologica.